A mostrarlo è un sondaggio a cura di Ihs Markit

 

 

Questo mese la crescita dell’attività economica della zona euro ha registrato un’inattesa accelerazione, con i consumatori che sembrano aver ignorato una nuova ondata di contagi da coronavirus e le relative restrizioni, mentre le pressioni sui prezzi tornate a salire.

L’indice Ihs Markit Flash Composite Purchasing Managers, un buon indicatore del generale stato di salute dell’economia, è balzato a 55,8 punti a novembre dai 54,2 di ottobre.

Il dato ha superato tutte le stime di un sondaggio Reuters, che aveva previsto un calo a 53,2 punti, e si è attestato ampiamente sopra la soglia di 50 punti che separa la crescita dalla contrazione.

“Un’espansione più solida dell’attività commerciale a novembre ha sfidato le aspettative degli economisti che avevano previsto un rallentamento, ma è improbabile che salvi la zona euro dal subire un rallentamento della crescita nel quarto trimestre, soprattutto perché l’aumento dei casi di virus sembra destinato a causare nuovi disagi per l’economia a dicembre”, ha detto Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit.

I colli di bottiglia sulla catena di approvvigionamento causati dalla pandemia, insieme alla scarsa disponibilità di conducenti di veicoli pesanti, hanno portato a un rialzo dei costi delle materie prime e l’indice composito dei prezzi input è salito 75,9 da 73,2 punti, livelli più ampi dall’inizio delle rilevazioni a metà 1998.

Inoltre il Pmi per il settore dei servizi, comparto dominante nell’economia del blocco, è salito a 56,6 da 54,6 punti, ben al di sopra di tutte le previsioni di un sondaggio Reuters che aveva previsto una flessione a 53,5.

 

 

 

Fonte:www.reuters.com