Invesco analizza l’indicatore che usa il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e PIL per determinare se il mercato è sopravvalutato per giungere alla conclusione che si tratta ormai di uno strumento impreciso

 

 

All’inizio di gennaio 2021 l’indicatore ideato dal leggendario investitore Warren Buffett, che stabilisce un rapporto tra capitalizzazione di mercato azionario e PIL per stabilire se le quotazioni sono eccessive, ha raggiunto il livello più alto in 13 anni, spingendo alcuni osservatori a concludere che Wall Street è la borsa più sopravvalutata dai tempi della crisi finanziaria globale. Il Buffett indicator aveva toccato i massimi precedenti subito prima del crollo del 2008 e in occasione la bolla tecnologica del 2000, quando aveva toccato il 210% e il 188% del PIL degli Stati Uniti, rispettivamente.

UN METODO PIUTTOSTO ROZZO

Il capo economista di Invesco John Greenwood e il senior economist Adam Burton hanno analizzato l’affidabilità dell’indicatore per rivelrne diversi problemi con questo indicatore. Il Buffett Indicator è basato sul rapporto tra capitalizzazione di mercato e PIL misurando il valore totale di tutti i titoli quotati in Borsa negli Stati Uniti diviso per il prodotto interno lordo. Come forma di multiplo di valutazione per un intero paese è certamente un modo semplice per confrontare il valore aggregato di tutte le azioni con la produzione totale di riccehzza di un paese. Ma, secondo gli economisti Invesco, è anche piuttosto rozzo e difettoso sotto vari aspetti.

 

 

Fonte: www,investing.com