Per gli esperti di Vontobel, dal momento che il 2022 finora ha viaggiato all’insegna della volatilità, è importante puntare su titoli “quality growth”. Gli esperti vedono spazi limitati anche per energia e materiali mentre i bancari USA soffrono

 

Matthew Benkedorf, CIO Quality Growth Boutique di Vontobel, e Douglas Bennett, Client Portfolio Manager di Vontobel, evidenziano che molte società “value” hanno perso slancio. Investire nel segmento, ormai diventato poco sicuro, terrorizza gli investitori. Le cause di questo timore sono molteplici: l’inflazione, la ripresa preoccupante del Covid in Cina e Vladimir Putin con la sua guerra in Ucraina.

Ad eccezione di energia e materiali, l’attrattiva del value sta venendo meno. Le azioni di molti costruttori edili, società di ingegneria, produttori di automobili e banche d’affari hanno iniziato a sottoperformare, perché gli investitori temono un rallentamento della crescita. Inoltre, i prezzi dell’energia e dei materiali seguono effetti a catena e la produzione, di conseguenza, è destinata ad aumentare in USA, Canada e Paesi Opec finché i prezzi del petrolio rimarranno elevati. Anche alcuni metalli e minerali sono sensibili al ciclo economico e potrebbero decisamente risentirne, mentre altri legati al nucleare e ai veicoli elettrici potrebbero andare relativamente bene.

Ma nel medio e lungo termine, le materie prime sono cicliche e i prezzi dovrebbero calare quando l’offerta supererà la domanda. I due esperti di Vontobel sono del parere che “come al termine di una lunga serata di bagordi, dopo il crollo delle società momentum growth e value, l’ultimo superstite è l’astemio, ossia il segmento quality growth”: gli investitori azionari a lungo termine dovrebbero puntare, secondo Benkedorf e Bennet, sul segmento quality growth.

I due esperti, inoltre, accennano anche alla situazione delle banche statunitensi, che devono fare i conti con tassi ipotecari doppi rispetto a 18 mesi fa, con conseguente riduzione della crescita dei mutui. Anche l’investment banking ha rallentato per la volatilità dei mercati e per l’aumento dei tassi. Gli investitori hanno preso atto del fatto che le banche hanno aumentato le riserve in vista di tempi difficili e, dopo un picco a gennaio/febbraio, i bancari sono ora in forte calo.

 

 

Fonte:www.financialounge.com