Le azioni Unicredit sono scambiate a 8,71 euro, in calo di oltre il 4%, tornando così ai livelli della scorsa settimana

 

 

Unicredit (MI:CRDI) in fondo alla classifica delle bluechips del Ftse Mib, dopo la ‘fumata nera’ sul futuro del management della banca milanese.

Le azioni Unicredit sono scambiate a 8,71 euro, in calo di oltre il 4%, tornando così ai livelli della scorsa settimana.

Mercoledì prossimo è prevista la riunione del Comitato Nomine di Unicredit che darà ufficialmente il via al procedimento relativo alla governance. Processo che prevede la definizione della lista per il cda e la nomina nell’assemblea di primavera.

Al centro dell’attenzione resta il nome del Ceo Jean Pierre Mustier, la cui permanenza al vertice di Unicredit sembra in bilico. Dal Sole 24 Ore scrivono che la riunione svoltosi ieri tra i consiglieri dell’istituto si è conclusa senza un accordo e il confronto “ripartirà senz’altro mercoledì 2 dicembre in comitato nomine e il giorno dopo nella seduta già in calendario del cda, ma c’è anche chi non esclude una riconvocazione nel giro di poche ore”.

La permanenza di Mustier “sarà legata all’appoggio, da parte del consiglio, di alcune scelte strategiche da lui auspicate. Tra queste potrebbe figurare la subholding estera, così come l’operazione Mps (MI:BMPS)”.

L’operazione è fortemente sostenuta dal governo, pertanto la posizione contraria di Mustier potrebbe indebolire l’ipotesi conferma al vertice, visto il pressing dell’esecutivo per sponsorizzare la combinazione tra Unicredit e Mps. “L’esito di tali ragionamenti giungerà a breve”, scrivono da La Stampa.

“Se in Unicredit passasse la linea di prendere comunque Mps, Mustier finirebbe in minoranza” ipotizza il Corriere della Sera, sottolineando inoltre che al banchiere vengono imputate “la resa non ottimale del titolo e la mancanza di una strategia chiara dopo la fase delle cessioni ( Mediobanca (MI:MDBI), Fineco, Pioneer, la Polonia fra gli altri)”.

Le specuazioni sull’uscita di Mustier stanno inoltre attirando forti vendite sul titolo Monte dei Paschi di Siena, in crescita del 6%, in quanto rilancerebbe l’ipotesi fusione con Unicredit.

La ‘girandola’ di nomi per il futuro di Unicredit

Se l’ipotesi conferma di Mustier dovesse fallire, la lista dei nomi ‘papabili’ per la sua successione ipotizzata dal Sole 24 Ore prevede “Diego De Giorgi, ad esempio, l’ex capo dell’investment banking di Bank of America (NYSE:BAC) portato dallo stesso Mustier nel consiglio di UniCredit, o Matteo Del Fante, ceo di Poste (MI:PST). C’e’ chi guarda anche a Victor Massiah, ex ceo di Ubi (MI:UBI) storicamente in buoni rapporti con Padoan, o Marco Morelli fino a pochi mesi fa ceo di Mps e ora approdato in Axa Investments. Tra i manager interni, in pole position figurerebbero Carlo Vivaldi, co-chief operating officer, e Francesco Giordano, co-ceo del commercial banking Western Europe”.

Quella ipotizzata da La Stampa non esclude l’ipotesi Nagel (a.d. di Mediobanca) e invece ritiene fuori gioco Massiah per via di un patto biennale di non concorrenza con Intesa Sanpaolo (MI:ISP).

 

 

Fonte:www.investing.com