Telecom Italia apre ma non del tutto all’offerta del fondo KKR, al termine di un cda durato fino alle ore piccole della scorsa notte nel quale, secondo La Repubblica, le discussioni sono state lunghe e accese discussione nonostante i lavori preparatori di sabato per capire le idee degli advisor Goldman Sachs e LionTree

 

“Alla luce delle indicazioni preliminari degli advisor finanziari – si legge nella nota di Tim – il cda ha confermato la volontà di eseguire il piano e di procedere all’esplorazione e allo sviluppo del progetto in discontinuità, attraverso la riorganizzazione delle attività del gruppo e una possibile integrazione con Open Fiber Spa, coltivando il negoziato con CDP e le necessarie interlocuzioni con le Autorità”.

Il board ha, inoltre, confermato la convinzione che nell’ex monopolista delle tlc ci sia “un valore inespresso”, anche in relazione “alle discontinuità di cui sopra, che deve essere tenuto in debita considerazione nel valutare qualunque opzione alternativa alla realizzazione del piano industriale”.

Un cda, quindi, che a trazione Cdp e Vivendi (PA:VIV) ha fatto capire al fondo Usa di private equity di voler aspettare un’offerta migliore e, nel caso contrario, di essere disposto a proseguire le linee del nuovo piano 2024 approvato lo scorso 2 marzo in ottica standalone.

In quest’ottica, è stato dato mandato al presidente Rossi e all’Ad Labriola, nella prospettiva “di conseguire la massima valorizzazione di Tim”, anche con riferimento “ad eventuali altri soggetti interessati”, di avviare “un’interlocuzione con KKR, formale e ulteriore rispetto a quelle già intraprese informalmente nei mesi scorsi dai consulenti”.

Tale attività, viene spiegato nel comunicato, avrà l’obiettivo di “ottenere informazioni per valutare l’attrattività e la concretezza della potenziale offerta da un punto di vista finanziario e industriale e conseguentemente, acquisire indicazioni su eventuali elementi che ancora necessitano di approfondimenti, definendo un periodo e perimetro limitati per lo svolgimento di una due diligence di natura esclusivamente confirmatoria”.

 

 

Fonte:www.benzinga.com