La dinamica dei costi di avvio dell’iniziativa, si tradurrà in un apporto positivo sull’EBITDA “solo a partire dal 2022”, spiega il gruppo in nota

 

TIM ha aggiornato i target finanziari dopo l’accordo con DAZN, incorporando anche il ritardato avvio della seconda fase delle misure governative di sostegno alla digitalizzazione (piano vouchers), e alle relative implicazioni per il contesto competitivo.

In particolare, secondo la società guidata dall’Ad Luigi Gubitosi, l’accordo TIM-DAZN porterà ad un incremento di ricavi già dal 2021 e, con l’entrata a regime nel 2022-2023, ad un’accelerazione della crescita prevista per ricavi ed EBITDA domestici “low to mid single digit/mid single digit growth”, e di gruppo “low to mid single digit /mid single digit growth”.

La dinamica dei costi di avvio dell’iniziativa, si tradurrà in un apporto positivo sull’EBITDA “solo a partire dal 2022”, spiega il gruppo in nota.

Resta l’atteso contributo del piano voucher sul miglioramento di ricavi e margini e sulla distensione del contesto competitivo ma, avverte TIM, a seguito dei ritardi nell’implementazione della fase 2 “si prevede slitti temporalmente”.

Il ritardo comporterà, insieme ai costi per l’avvio della partnership con la tv sportiva, “una revisione degli obiettivi di EBITDA 2021 consolidato verso low to mid single-digit decrease” (mid single-digit decrease a livello domestico)”.

Confermati, invece, gli obiettivi di generazione di 4 miliardi di cassa nell’arco di piano (Equity Free Cash Flow) e il rapporto Net Debt/EBITDA di 2,6x al 2023, e la politica di distribuzione dei dividendi. TIM staccherà 1 euro cent (floor) per le azioni ordinarie e 2,75 euro cent per le azioni di risparmio.

“I benefici attesi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sul mercato domestico e dall’acquisizione, con Vivo e Claro, degli assets mobili di Oi in Brasile non sono ancora incorporati nella guidance”, si legge in nota, ma viene confermato il trend di miglioramento dei KPIs domestici nel secondo trimestre di quest’anno.

Infine, nel mobile, mercato particolarmente competitivo nel segmento low-spending, prosegue la stabilizzazione della base clienti: nella ‘mobile number portability’ (ovvero il flusso verso altri operatori) TIM registra per il quarto trimestre consecutivo il miglior risultato tra gli operatori infrastrutturati, mentre TIM Brasile conferma il trend di accelerazione dei tassi di crescita di ricavi ed EBITDA.

 

 

Fonte:www.investing.com