Alex Tedder di Schroders rivolge la sua attenzione al “pricing power”, ovvero la capacità di trasferire gli aumenti dei costi senza compromettere la domanda. Focus anche su cambiamento climatico e digitalizzazione

 

Il 2022 è stato un anno difficile per i mercati azionari. In un contesto in cui l’inflazione mostrava consistenti segnali di risveglio, il conflitto in Ucraina ha provocato un’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, un crollo del mercato azionario globale e un’elevata volatilità. La recessione appare probabile, in Europa e forse anche negli Stati Uniti.

“Molti osservatori paragonano l’attuale contesto a quello degli anni ’70, quando l’inflazione era dilagante e la spirale costi-salari-prezzi si era consolidata prima dell’azione aggressiva delle banche centrali. In realtà, per trovare un periodo in cui l’inflazione negli Stati Uniti fosse superiore all’8% e il tasso di disoccupazione inferiore al 4% bisogna tornare al 1951”, fa sapere Alex Tedder, Head and CIO of Global and US Equities di Schroders.

“Una recessione sembra probabile ma, sulla base di questa statistica, potrebbe anche verificarsi una normalizzazione relativamente rapida dell’economia globale”, aggiunge il manager, precisando che dal 1948 ci sono stati solo 15 mesi in cui si è verificata una tale polarizzazione tra inflazione e disoccupazione e che, ogni volta che ciò è accaduto, nel giro di 18 mesi si è verificata una recessione, seguita da un periodo di relativa stabilità e crescita.

In questo contesto così drammatico, l’attenzione è rivolta al “pricing power”, ovvero alla capacità delle aziende di stabilire i prezzi. Tedder puntualizza che “tra i settori dove il potere di determinazione dei prezzi è generalmente molto forte figura il sanitario, guidato dall’innovazione con molte compagnie detentrici di prodotti unici che danno loro la possibilità di stabilire i prezzi e far crescere gli utili. Anche la tecnologia si distingue, in particolare nell’ambito dei software e nella produzione di semiconduttori all’avanguardia, settori in cui le aziende possono prosperare anche in tempi difficili”.

Per il manager di Schroders non bisogna essere eccessivamente concentrati sul breve termine, perché c’è il rischio di perdere di vista i trend di fondo che probabilmente domineranno le nostre vite per molti anni a venire. “Il cambiamento climatico è una realtà, eppure negli ultimi mesi le società legate al clima sono andate relativamente male. Un altro tema di investimento di lungo periodo è la digitalizzazione che sta accelerando nonostante l’attuale contesto economico e la disaffezione degli investitori negli ultimi mesi. I progressi nelle biotecnologie proseguono a ritmo sostenuto, ma anche in questo caso il settore è stato fortemente ridimensionato dopo la pandemia. Riteniamo che gli investitori che hanno la capacità e la pazienza di guardare oltre le attuali turbolenze possono individuare interessanti opportunità in queste aree di crescita strutturale ed essere ripagati nel lungo periodo”, conclude Tedder.

 

 

Fonte:www.financialounge.com