La società, in un commento di James Stuttard, spiega quali sono le implicazioni per i mercati di banche centrali determinate contro l’inflazione anche a rischio di distruzione della domanda

 

Stando al commento di James Stuttard, Head of Global Macro team di Robeco, le banche centrali sono sempre più determinate a combattere l’inflazione, anche se questo significa distruggere la domanda, con conseguenze inevitabili sulla recessione.

Per Robeco, il picco dell’inflazione non è ancora visibile. Con l’inflazione in continua crescita e con il picco non ancora pienamente visibile, sembra ancora lontano un potenziale sollievo dall’aumento aggressivo dei tassi e dalla volatilità di mercato.

Secondo Stuttard, per i mercati obbligazionari ciò significa solo una cosa: rimanere in un “regime di tapering” che ha dominato il primo semestre del 2022, con rendimenti reali che aumentano insieme all’allargamento degli spread del credito, e con un dollaro più forte.

Stuttard, inoltre, pensa di vedere le cedole nominali delle obbligazioni ai massimi da oltre un decennio prima di fine anno mentre prosegue il necessario repricing. Gli esponenti della Fed a inizio 2022 prevedevano solo 4 rialzi da 25 punti per un totale di 100 punti per l’anno. Al 20 giugno sono già stati raggiunti 150 punti e, con un potenziale rialzo da 75 punti seguito da uno da 50 punti alle prossime due riunioni, i Fed Fund potrebbero facilmente raggiungere il 3% entro fine settembre. Una volta che avranno superato i rendimenti dei Treasury a 2 anni, secondo Robeco si inizierà a vedere opportunità per posizionarsi sui titoli di duration.

L’esperto di Robeco conclude che per troppo tempo le aziende a lunga duration e non ancora in grado di generare utili sono state premiate dai mercati, ma ora le cose stanno cambiando. Tuttavia, questo non significa ancora che la recessione sia già stata prezzata.

 

 

Fonte:www.financialounge.com