Il progetto di una rete unica italiana si fa più concreto dopo l’accordo firmato domenica sera da Telecom Italia CDP Equity, Teemco Bidco, l’australiana Macquarie AM e Open Fiber relativo al progetto di integrazione delle reti di TIM e Open Fiber. Balzo del titolo dell’ex monopolista delle tlc, +3,8% ad euro 0,2908 per azione

 

 

L’obiettivo del MoU, si legge in nota, è avviare un processo “volto alla creazione di un solo operatore delle reti di telecomunicazioni, non verticalmente integrato, controllato da CDPE e partecipato da Macquarie e KKR, che consenta di accelerare la diffusione della fibra ottica e delle infrastrutture VHCN (Very High Capacity Networks) sull’intero territorio nazionale, permettendo così l’accesso ai servizi più innovativi ed efficienti offerti dal mercato alla generalità della popolazione, agli enti pubblici e alle imprese, contribuendo in tal modo ad uno sviluppo più celere, duraturo e sostenibile del Paese”.

L’operazione si articolerà attraverso “la separazione delle attività infrastrutturali di rete fissa da quelle commerciali di TIM” mediante “un’operazione societaria o combinazione di operazioni societarie da definirsi”, e l’integrazione delle prime con la rete controllata da Open Fiber “con modalità da definirsi”.

“Ad esito di questa operazione TIM, sul mercato italiano, potrà focalizzare in via prioritaria le proprie attività nei servizi di telecomunicazione e trasmissione di dati”, precisa la società in nota.

La lettera non è vincolante, per cui le parti si sono impegnate a negoziare “in via esclusiva e in buona fede i termini e condizioni dell’operazione” con l’obiettivo di arrivare ad un accordo vincolante “entro il 31 ottobre 2022” che dovrà passare per l’approvazione “dei rispettivi organi deliberanti” e sarà soggetta “all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni (incluse quelle in materia di antitrust) da parte delle Autorità nazionali ed europee competenti”.

 

Fonte:www.benzinga.com