Renault ha comunicato che la minor produzione nel 2021, dovuta a una carenza globale di chip semiconduttori, sarà ben superiore alle iniziali stime, pur mantenendo l’outlook sugli utili grazie agli elevati prezzi per le auto e i tagli dei costi

 

 

La carenza di chip – usati in diverse parti, dai sensori dei freni al servosterzo e ai sistemi d’intrattenimento – ha costretto i gruppi automobilistici a livello mondiale a ridurre o anche sospendere la loro produzione, aumentando i prezzi dei veicoli.
Al pari di altri gruppi rivali, Renault ha concentrato la produzione sui modelli più redditizi.
Il gruppo francese ha segnalato un taglio della produzione annuale intorno a 500.000 veicoli, oltre il doppio rispetto alle 220.000 unità stimate a inizio settembre.
Diverse fonti a conoscenza della situazione avevano riferito a Reuters questa settimana che i tagli della produzione sarebbero stati ben superiori alle attese iniziali.
Il gruppo automobilistico ha aggiunto di aver registrato entro fine settembre un portafoglio ordini ai massimi di 15 anni, equivalente alle vendite di 2,8 mesi.
Durante il terzo trimestre, le vendite dei modelli completamente elettrici, di ibridi e ibridi plug-in hanno contribuito a oltre il 31% delle vendite, in base ai dati forniti da Renault.
Il gruppo automobilistico ha aggiunto di essere vicino al raggiungere i più severi target europei sulle emissioni di Co2 per il 2021.
Renault ha detto che a causa dei prezzi delle automobili più elevati, nonostante un calo del 22,3% nelle vendite globali, i ricavi per il terzo trimestre sono diminuiti del 13,4% a 8,98 miliardi di euro da 10,37 miliardi un anno fa.
La società ha reiterato che il margine operativo annuale risulterà intorno al 2,8% riportato per la prima metà dell’anno, in contrasto con margini di perdita pari a -0,8%.
Alla fine del trimestre, le scorte di veicoli di Renault sono calate a 340.000 unità da 470.000 nel 2020.

 

 

Fonte:www.reuters.com