A Piazza Affari, intanto, il titolo Creval (MI:PCVI) arriva a guadagnare oltre il 23% dopo un’ora dall’apertura delle contrattazioni, iniziate in ritardo per la banca a causa dell’eccesso di domanda sul titolo

 

Nuove mosse nel Risiko Bancario in Italia dopo l’operazione Intesa Sanpaolo (MI:ISP) – Ubi Banca (MI:UBI) e le ultime notizie riguardanti Bper Banca (MI:EMII) e Banco Bpm (MI:BAMI). Questa volta è il turno di Banca Piccolo Credito Valtellinese (Creval), oggetto di un’Opa totalitaria da parte di Credit Agricole lanciata questa mattina.

Credit Agricole è già partner storico di Creval e possiede il 9,8% del capitale attraverso Credit Agricole Assurances e l’offerta è stata lanciata da Credit Agricole Italia, guidata dall’a.d Gianpiero Maioli, controllata al 75,6% dai francesi.

L’Opa cash è stata annunciata a 10,5 euro per azione, con un premio del 21,4% rispetto ai valori di chiusura di venerdì e del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi sei mesi.

Nella definizione dell’operazione Credit Agricole Italia è stata assistita da Jp Morgan (NYSE:JPM) Securities e Credit Agricole Corporate & Investment Bank come consulenti finanziari, nonché da Bonelli Erede come advisor legale.

A Piazza Affari, intanto, il titolo Creval (MI:PCVI) arriva a guadagnare oltre il 23% dopo un’ora dall’apertura delle contrattazioni, iniziate in ritardo per la banca a causa dell’eccesso di domanda sul titolo.

In crescita anche Credit Agricole (PA:CAGR), segnando un rialzo superiore al 3% con le azioni scambiate a 9,27 euro nella borsa di Parigi

I dettagli dell’offerta per Creval

L’esborso massimo per Credit Agricole Italia per arrivare al 100% del capitale del Creval sarà di 737 milioni. Il Credit Agricole Italia intende ‘procedere alla fusione per incorporazione di Credito Valtellinese in Credit Agricole Italia al fine di consentire un’effettiva integrazione delle proprie attività con quelle di Credito Valtellinese’ e delisterà il titolo da Piazza Affari in caso di superamento del 90% del capitale.

La banca francese ha spiegato che l’offerta “sarà condizionata al raggiungimento da parte di Credit Agricole Italia di una partecipazione pari almeno al 66,7% del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese, con la possibilità per l’istituto di rinunciare a tale condizione purché abbia acquisito almeno il 50% più un’azione”.

Altre condizioni includeranno, tra l’altro, “l’ottenimento delle autorizzazioni incondizionate da parte delle autorità competenti in materia di antitrust e l’astensione da parte di Credito Valtellinese di qualunque misura difensiva (sebbene autorizzata dall’assemblea degli azionisti)”.

L’integrazione delle due realtà “consoliderà la posizione del gruppo come banca commerciale numero 6 in Italia, impegnata a servire al meglio i suoi 3 milioni di clienti, facendo leva su una cultura condivisa di continuo supporto alle comunità locali”.

In particolare, Credit Agricole Italia consoliderebbe il sesto posto nel mercato nazionale per masse gestite e amministrate e diventerebbe la settima per totale attivi e numero di clienti ‘raggiungendo una quota di mercato del 5% circa a livello nazionale in base al numero di filiali’.

L’aggregazione del Creval porterebbe un “incremento della massa critica in aree complementari e adiacenti a quelle già servite e rafforzando la copertura locale della clientela, il significativo rafforzamento nel Nord Italia” con il “raddoppio della quota di mercato in Lombardia (dal 3% a più del 6%)’, nonché un ‘aumento dimensionale in Piemonte, nelle Marche e nel Lazio (MI:LAZI) e accesso a nuove Regioni, incluse le aree metropolitane più dinamiche della Sicilia, oltre che la Valle d’Aosta e il Trentino”.

I vantaggi derivanti dalla solidità di Credit Agricole

 

L’a.d. Giampiero Maioli ha spiegato che “con questa operazione, i clienti e i colleghi di Credito Valtellinese otterranno accesso agli stessi prodotti e servizi finanziari tra i migliori del mercato di Credit Agricole Italia, beneficiando della dimensione, della solidità e della cultura innovativa e focalizzata sul cliente del gruppo Credit Agricole, e l’entità aggregata manterrà il proprio forte impegno a supporto dell’Italia e delle comunità locali”.

Inoltre, Maioli ha specificato che “Credit Agricole Italia non ha mai aperto tavoli negoziali con altre banche” e non ha “avuto pressioni dai regulator su nessun dossier in Italia”. A chi gli chiedeva se l’opa su Creval escluda altre operazioni di crescita per linee esterne, almeno per il prossimo anno, Maioli ha quindi replicato: “mi è difficile parlare di qualcos’altro quando stiamo parlando di un’operazione come questa. Questa operazione ci da’ la possibilità in termini di capitale di investire di più e di avere più possibilità di crescita organica’.

“Immagino di poter dire che tra 5-10 anni Credit Agricole in Italia non sarà meno presente di oggi, ma altro sul tavolo”, concludeva Maioli, presentando l’opa sul Credito Valtellinese alle agenzie di stampa.

“Credito Valtellinese condivide con noi molti dei valori di fondo che rappresentano la ragion d’essere di Credit Agricole Italia. Il radicamento sul territorio, l’attenzione alle comunità locali e al tessuto sociale e imprenditoriale di riferimento, la valorizzazione delle persone, la sostenibilità del modello di business. Con questa integrazione siamo convinti di poter creare valore aggiunto per tutti gli stakeholder”, ha aggiunto il presidente di Credit Agricole Italia Ariberto Fassati.

 

 

Fonte:www.investing.com