Rivlin si è congratulato con Lapid per telefono, secondo il suo ufficio

 

Il leader dell’opposizione israeliana è sempre più vicino a scalzare il primo ministro Benjamin Netanyahu, dopo aver raggiunto un accordo con i propri alleati per la formazione di un governo.

Circa 35 minuti prima della scadenza fissata per la mezzanotte di ieri, il centrista Yair Lapid ha comunicato al presidente Reuven Rivlin in una email: “Mi onoro di informarla di aver raggiunto un accordo per la formazione di un governo”.

Il principale alleato di Lapid è il nazionalista Naftali Bennet, che ricoprirebbe per primo l’incarico di primo ministro in virtù di un accordo di rotazione tra i due leader politici. Il 57enne Lapid, ex conduttore televisivo e ministro delle Finanze, subentrerebbe dopo circa due anni.

La coalizione di governo includerebbe un complesso mosaico di partiti piccoli e medi provenienti da tutto lo spettro politico, incluso – per la prima volta nella storia di Israele – un partito che rappresenta la minoranza araba nel Paese, circa il 21% della popolazione, la Lista araba unita.

Il governo sarebbe sostenuto anche dal partito di Bennet, Yamina (A destra), dal partito di centro-sinistra Blu e bianco guidato dal ministro della Difesa Benny Gantz, dalla lista di sinistra Meretz, dal partito Laburista, dal partito nazionalista Yisrael Beitenu dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman e da Nuova speranza, un partito di destra guidato dall’ex ministro dell’Educazione Gideon Sa’ar, staccatosi dal Likud di Netanyahu.

Ma questa fragile coalizione, che avrebbe una maggioranza molto risicata alla Knesset (il parlamento israeliano), dovrebbe prestare giuramento non prima di 10-12 giorni, dando così il tempo a Netanyahu e ai suoi alleati di tentare di farlo naufragare, portando dei parlamentari dalla propria parte e spingendoli a votare contro.

Gli analisti politici israeliani si attendono che Netanyahu provi ogni mossa politica possibile per assicurarsi che questo scenario si realizzi, ad esempio convincendo alcuni parlamentari di Yamina, che non vedono di buon grado l’unione con parlamentari arabi e di sinistra.

Netanyahu controlla 30 seggi su 120 alla Knesset, quasi il doppio del partito di Lapid, Yesh Atid, e può contare sull’alleanza di almeno altri tre partiti confessionali e nazionalisti.

 

Fonte:www.investing.com