Jack Janasiewicz e Garrett Melson di Natixis Investment Managers Solutions, prevedono un ciclo di default degli emittenti ancora lontano ma sottolineano l’assenza di cuscinetti in molti sub-segmenti del credito

 

I mercati obbligazionari ancora una volta non saranno i più facili da navigare per gli investitori l’anno prossimo, anche per le prospettive generali e poco stimolanti del 2022 che avranno il loro peso. Bisogna prepararsi a vedere volatilità degli spread, con l’incertezza della politica monetaria che li accompagna, insieme ad un modesto movimento verso l’alto dei tassi di interesse. Lo evidenzia un commento a cura di Jack Janasiewicz e Garrett Melson, di Natixis Investment Managers Solutions, secondo cui per capire come i mercati obbligazionari si comporteranno nel 2022 è utile prendere in considerazione alcuni elementi su base storica.

CICLO DI DEFAULT ANCORA LONTANO

La prima osservazione riguarda i cicli di default degli emittenti di debito, che tendono a modificarsi dopo circa 4 o 5 anni dall’iniziale aumento dei tassi da parte della Fed nell’ambito di una fase di politica restrittiva. I default accelerano circa 1 o 2 anni dopo il picco raggiunto dai tassi dei Fed Funds, e questo evidenzia come il ciclo di default sia ancora lontano in questo momento. I due esperti di Natixis IM ricordano inoltre che i primi default di solito si verificano in ritardo rispetto all’iniziale irrigidimento delle condizioni finanziarie, citando i dati del Senior Loan Officer Survey del, che riflettono le condizioni finanziarie attuali, indicando che i segnali di inasprimento sui prestiti concessi dalle banche commerciali non sono per adesso imminenti, scongiurando così di fatto il pericolo di bandiera rossa.

 

Fonte:www.benzinga,com