Questa sera la Federal Reserve Usa annuncerà con ogni probabilità come intende porre gradualmente fine al piano di acquisti di titoli entro metà 2022 con le aspettative di mercato che danno pressoché per scontato un ‘tapering’ da 15 miliardi di dollari al mese

 

 

Ma lo sforzo maggiore degli operatori sarà capire se il numero uno della Fed Jerome Powell continuerà a sostenere la visione di un’inflazione transitoria, il cui rialzo è legato a fattori ‘one-off’ come i problemi alle forniture, o se invece metterà in evidenza che questi fattori hanno effetti più persistenti.

Se sarà quest’ultimo il caso, i mercati monetari — che stanno già prezzando rialzi per 80 punti base entro la fine del prossimo anno — avranno ulteriori spunti in questo senso e aumenteranno la pressione sui banchieri centrali affinché anticipino le stime di un primo rialzo dei tassi rispetto al 2023.

Anche se la Fed dovesse riuscire a trovare un punto di equilibrio, è probabile che il dollaro conservi per un altro anno una parte del rialzo del 4,5% messo a segno nel 2021, secondo un sondaggio Reuters. I mercati azionari, rimasti abbastanza impermeabili agli scossoni visti di recente su quelli obbligazionari, potrebbero risentire di un ulteriore rialzo dei rendimenti.

Nel frattempo, i futures sulle Borse Usa sono in calo e i listini europei hanno aperto in lieve flessione. Perde un po’ di smalto l’appetito per il rischio dopo l’aumento dei casi di Covid in Cina dove il premier Li Keqiang ha messo in guardia contro pressioni al ribasso per l’economia.

 

 

Fonte:www. tradingview.com