Charles Evans e Raphael Bostic, governatori rispettivamente della Federal Reserve di Chicago e di Atlanta, sono considerati ‘colombe’ in seno al board dell’istituto centrale Usa

 

Pertanto le loro dichiarazioni sul fatto che i rialzi dei tassi Usa entro metà 2022 potrebbero rivelarsi “appropriati” indicano che la visione della Fed secondo cui il balzo dell’inflazione è transitorio sta perdendo forza.

Le loro dichiarazioni sono giunte in una giornata, quella di ieri, in cui le richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti sono state poco sopra i livelli del marzo 2020, poco prima che iniziasse la pandemia.

Tuttavia le parole degli esponenti della Fed non sono riuscite ad arrestare la corsa dei listini mondiali, con gli indici statunitensi S&P 500 e Nasdaq che hanno chiuso la seduta a massimi storici, sostenuti dal comparto tech e da quello retail, entrambi sensibili a un aumento del costo del denaro. I futures su Wall Street sono in rialzo e in positivo hanno aperto le Borse europee.

In Gran Bretagna, le vendite al dettaglio hanno interrotto una serie di cali durata cinque mesi con un rialzo di 0,8% in ottobre, poco sopra le attese. Il dato, che si aggiunge agli altri solidi indicatori diffusi in settimana, potrebbe cementare le attese di un rialzo dei tassi da parte della Bank of England a dicembre.

 

 

Fonte:www.tradingview.com