La Federal Reserve ha deciso di accelerare sulla strategia d’uscita dal programma di quantitative easing mantenendo stabili i tassi d’interesse, con nuovi importanti segnali che arrivano invece dai dot plot (le intenzioni dei membri del Fomc sui Fed Funds futuri)

 

Alla luce degli sviluppi dell’inflazione e dell’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, si legge nel comunicato diffuso, “il comitato ha deciso di ridurre il ritmo mensile dei suoi acquisti di attività nette di $30 miliardi al mese”, mentre a partire a partire da gennaio, il Comitato acquisterà sul mercato “almeno 60 miliardi di titoli” tra obbligazioni e Mbs.

Secondo il Marriner S.Eccles Building, con i progressi sulle vaccinazioni e un forte sostegno politico, “gli indicatori dell’attività economica e dell’occupazione hanno continuato a rafforzarsi”, ma i settori più colpiti dal Covid “continuano ad essere colpiti dalla pandemia”.

Inoltre, lo squilibrio tra domanda e offerta legato alla pandemia ha continuato “a contribuire a livelli elevati di inflazione”, e il percorso dell’economia “continua a dipendere dal corso del virus”.

Per la Fed, i progressi in materia di vaccinazioni e un allentamento dei vincoli all’offerta “sosterranno il rafforzamento dell’attività economica, dell’occupazione, e una riduzione dell’inflazione”. Tuttavia, “rimangono i rischi per le nuove varianti del virus”.

Una novità è rappresentata dalle nuove intenzioni dei policymaker. Secondo le proiezioni mediane pubblicate insieme al comunicato, sono 3 i possibili aumenti dei tassi d’interesse (0,75%) che potrebbero essere applicati nel prossimo anno contrariamente ai dot plot di settembre.

Inoltre, le nuove proiezioni segnalano che i membri del comitato di politica monetaria vedono altri tre aumenti nel 2023 e due nell’anno successivo, il che porterebbe i costi dei prestito al 2,1% alla fine del 2024.

 

 

 

Fonte:www.financialounge.com