Nell’ultima riunione del 2020 Jay Powell mantiene il programma aggressivo di acquisti di asset ma non si impegna sulle scadenze lunghe dei Treasury che il mercato si aspettava

 

 

Parlare di delusione sarebbe troppo, ma forse il mercato si aspettava qualcosa di più dall’ultima riunione del FOMC della Federal Reserve del burrascoso 2020. La banca centrale americana guidata da Jay Powell ha infatti annunciato un rafforzamento del programma di acquisto di titoli di debito federale, ma non ha annunciato una concentrazione degli acquisti sulla parte lunga della curva per frenare le aspettative di inflazione, in cui il mercato invece sperava. I principali indici di Wall Street hanno accolto l’annuncio della Fed con uno spunto al rialzo, ma non con un applauso. Gli investitori sono stati confortati dalla conferma che i tassi di interesse resteranno vicini a zero almeno fino al 2023, per consentire all’economia di tornare stabilmente a livelli pre-pandemia, ma avrebbero gradito che l’asticella venisse alzata sugli acquisti delle scadenze lunghe del debito federale, per smorzare sul nascere le aspettative di una possibile stretta creditizia.

NESSUNA SCADENZA TEMPORALE

A confortare il mercato è stata soprattutto l’eliminazione dal comunicato finale e anche dalle parole pronunciate in conferenza stampa da Powell di ogni riferimento temporale alla conclusione del supporto incondizionato all’economia, che nei precedenti comunicati era genericamente indicato ‘nei mesi a venire’. Il che vuol dire che gli acquisti mensili di $80 mld di Treasury e di $40 mld in titoli rappresentativi di mutui andranno avanti fino a che sarà necessario per rimettere l’economia su un sentiero di crescita stabile, consolidato e duraturo con un ritorno dei livelli occupazionali a livelli soddisfacenti. Ma non è stata annunciata, almeno ufficialmente, una concentrazione degli acquisti su titoli del Tesoro a più lunga scadenza, dai 10 ai 30 anni, per smorzare sul nascere ogni tensione al rialzo dei tassi che venisse alimentata da attese di inflazione, soprattutto dopo che la stessa Fed ha annunciato la scorsa estate che avrebbe tollerato uno sfondamento oltre il target del 2%.

 

Fonte:www.investing.com