Brent e WTI hanno ritracciato dai massimi di inizio giugno, ma entrambi i contratti rimangono saldamente ancorati sopra i 100$ al barile e continuano a mostrare un trend tecnico rialzista, in un contesto fondamentale in cui molti fattori potrebbero far ripartire il rally verso nuovi massimi

 

Uno dei catalizzatori che potrebbe far salire ulteriormente le valutazioni dell’oro nero è la risposta della Russia al price-cap sulle importazioni da Mosca discusso nell’ultima riunione del G7.

In una nota pubblicata questo fine settimana, gli analisti di JPMorgan hanno affrontato l’argomento, una previsione fortemente rialzista per il petrolio. “Il rischio più ovvio e probabile con un price cap è che la Russia possa scegliere di non partecipare e vendicarsi tagliando le esportazioni”, scrivono gli analisti della banca.

“È probabile che possa vendicarsi tagliando la produzione per infliggere ulteriori danni all’Occidente. La rigidità del mercato petrolifero globale è dalla parte della Russia”, continuano.

Per quanto riguarda l’impatto sui prezzi, gli analisti di JP Morgan hanno stimato che una riduzione di 3 milioni di barili dell’offerta giornaliera spingerebbe il prezzo del greggio di riferimento di Londra a 190 dollari. Nel peggiore dei casi, una riduzione di 5 milioni di barili potrebbe tradursi in un prezzo del greggio “stratosferico” di 380 dollari.

 

 

Fonte:www.euronews.com