Le ultime indagini PMI di Ihs Markit hanno rivelato che il settore manifatturiero italiano ha registrato ad agosto un elevato miglioramento delle condizioni operative, grazie ad un rapido aumento di produzione e nuovi ordini per via delle più forti condizioni della domanda

 

 

L’Indice PMI dell’attività manifatturiera italiano ha raggiunto una lettura di 60,9 da 60,3 di luglio, segnalando il quattordicesimo aumento consecutivo e il terzo maggiore in assoluto, dopo solo quello di maggio e giugno.

A causare questa rapida crescita, spiega il centro ricerche, è stata “l’ennesima espansione della produzione industriale e dei nuovi ordini”, con un aumento ulteriore del volume dei nuovi ordini esteri, aumentati al tasso più rapido da maggio. Guardando avanti, le aziende che hanno preso parte alle indagini hanno registrato il maggiore livello di ottimismo in merito alla produzione dei prossimi 12 mesi da dicembre 2020.

“I dati di agosto hanno mostrato una crescita più veloce nel settore manifatturiero italiano. Il PMI è rimasto vicino al valore più alto di sempre, aumentando da luglio e segnalando un nuovo e forte miglioramento dello stato di salute del settore”, ha affermato Lewis Cooper, economista di IHS Markit. Le interruzioni sulla distribuzione e le pressioni inflazionistiche “hanno continuato a pesare sul settore”, ma l’ottimismo delle aziende “è migliorato nel corso del mese, raggiungendo il livello maggiore da dicembre 2020”, suggerendo “quanto gli stessi produttori dei beni manifatturieri prevedano una continuazione della crescita”, ha aggiunto.

Le indagini danno credito alla conferma sul PIl del secondo trimestre arrivata martedì, che ha visto il tasso di crescita economica annuale salire del 17,3%, con il Mef che potrebbe rivedere il Pil per il 2021 al 6% come affermato da alcune fonti a Reuters.

Cala la disoccupazione 

Notizie contrastate arrivano invece dall’Istat. Secondo le prime stime dell’istituto, a luglio, rispetto al mese precedente, è stata registrata una diminuzione nel numero di occupati e di disoccupati, con un aumento anche degli inattivi.

Il calo dell’occupazione è dello 0,1%, mentre il tasso occupazionale risulta stabile al 58,4%, con la diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-1,2% rispetto a giugno) che si concentra prevalentemente tra gli uomini e i giovani di 15-24 anni.  Il tasso di disoccupazione scende al 9,3% (-0,1 punti) ma tra giugno e luglio cresce il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%) con tasso di inattività al 35,5% (+0,1 punti).

Su base annuale, a seguito della ripresa dell’occupazione registrata tra febbraio e giugno, il numero di occupati a luglio 2021 è superiore del 2,0%, con il tasso di occupazione – in aumento di 1,4 punti percentuali – che sale per tutte le classi di età. Rispetto all’anno scorso, inoltre, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,9%) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,5%), che era aumentato in misura eccezionale in seguito all’emergenza sanitaria.

 

 

Fonte:www.financialounge.com