L’Italia non è il solo Paese ancora incastrato negli effetti della Grande Crisi, e i big USA continuano a surclassare le banche europee nonostante il risanamento. L’Unione bancaria una sfida per Mario Draghi

 

 

Il caso del Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), che non riesce a trovare soluzione nonostante i 5,4 miliardi investiti dall’azionista Tesoro per tentarne il salvataggio, è una storia meno ‘italiana’ di come viene rappresentata da media e analisti, e simbolizza in qualche modo un sistema bancario europeo che ormai a quasi 14 anni dalla Grande Crisi continua a rimanere drammaticamente indietro rispetto alla potente controparte americana, anzi la distanza aumenta. Per misurarla basta guardare i grafici dei titoli bancari dell’europeo Stoxx 600 e del suo equivalente del New York Stock Exchange. Il primo continua a viaggiare poco sopra i minimi di marzo 2009, lontanissimo dai massimi toccati nell’euforia pre-Lehman, mentre il secondo quei massimi li ha recuperati e addirittura superati, anche se di poco.

La Crisi del 2008 ha impiombato allo stesso modo le banche USA e europee. Ma gli americani hanno reagito subito e in modo sistemico, unendo le forze di Tesoro, Fed e istituzioni private che avevano retto meglio, come JP Morgan (NYSE:JPM) e Goldman, rimescolando profondamente le carte, lasciando fallire chi doveva e ricomponendo i pezzi in modo efficiente. L’Europa è andata in ordine sparso, buttando nella fornace della crisi ancora più soldi dei contribuenti degli americani, ma alla fine senza venirne del tutto a capo.

 

 

 

Fonte:www.financialounge.com