Il dollaro sta mantenendo i guadagni della scorsa settimana, con i trader preoccupati per la possibilità di una guerra in Europa dell’Est, nonché per l’inflazione alta e degli aumenti potenzialmente aggressivi dei tassi di interesse della Federal Reserve

 

Alle 2:55 ET (07:55 GMT), l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,1% a 96,040, dopo essere schizzato alla fine della scorsa settimana.

Il consigliere alla Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, in un’intervista alla CNN ieri ha riferito che un’invasione russa dell’Ucraina potrebbe avvenire da un giorno all’altro ormai.

“Non possiamo prevedere con precisione il giorno”, ha dichiarato, “ma ci troviamo in una finestra temporale in cui un’invasione, un importante intervento militare, da parte della Russia in Ucraina potrebbe iniziare da un giorno all’altro”.

E questo ha spinto le cosiddette valute rifugio, con il cambio USD/JPY giù dello 0,1% a 115,36 dal massimo di cinque settimane di 116,34 la scorsa settimana.

Invece, la coppia EUR/USD resta pressoché invariata a 1,1349, ben al di sotto del massimo della scorsa settimana di 1,1495, mentre il cambio AUD/USD sensibile al rischio scende dello 0,2% a 0,7120, molto meno dei livelli della scorsa settimana.

Inoltre, la coppia USD/RUB va giù dello 0,8% a 76,5920, con il rublo che riduce le perdite dopo essere crollato al minimo di due settimane. Sebbene queste tensioni geopolitiche pesino sulla moneta russa, la banca centrale del paese venerdì ha effettuato il suo terzo aumento dei tassi da 100 punti base in meno di un anno, fornendo supporto.

 

 

Fonte:www.financialounge.com