Il premier Conte sostenuto dagli elettori dei partiti di maggioranza. L’ex presidente della Bce: “I soldi vengano usati per progetti in grado di produrre crescita”

 

La maggioranza degli italiani vorrebbe che a gestire le risorse del Recovery Plan sia Mario Draghi. Lo rileva un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca Tecnè, i cui risultati indicano come per il 55% degli intervistati dovrebbe essere una persona estranea al Governo e di alta caratura internazionale come l’ex presidente della Bce a guidare la cabina di regia che gestirà i 209 miliardi che arriveranno dall’Europa.

CONTE SOSTENUTO DAGLI ELETTORI DEL GOVERNO

Secondo il sondaggio di Tecnè solo il 28,9% degli italiani vorrebbe mettere in mano la gestione delle risorse europee al premier Giuseppe Conte. Il Presidente del Consiglio si può consolare con la fiducia accordatagli dalla maggioranza degli elettori dei partiti di Governo: il 68,4% di loro crede infatti nelle sue capacità di far ripartire l’Italia con i miliardi del Recovery Plan.

GOVERNO IN CALO

Non è un bel momento per il premier Conte e per la sua maggioranza di Governo. Tecnè registra un continuo calo del gradimento degli italiani nei confronti dell’esecutivo, ora sostenuto dal 31,8% degli intervistati. Una percentuale nettamente più bassa del 37,3% rilevato dall’istituto di ricerca a inizio ottobre, allo scoppiare della seconda ondata della pandemia. Il sondaggio registra inoltre un ribasso del gradimento di Conte come Primo Ministro (-0,8%), superato dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (37,6% contro 37,5%).

“PUNTARE SU PROGETTI CHE PRODUCANO CRESCITA”

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Mario Draghi ha ribadito l’importanza della corretta gestione dei soldi del Recovery Plan. “La sostenibilità del debito pubblico in un certo Paese sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse del Next Generation EU”, ha dichiarato l’ex presidente della Bce. “Se verranno sprecate il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita. Se invece i tassi di rendimento dei progetti fossero elevati e tali da giustificare l’investimento pubblico, allora la crescita arriverebbe e diventerebbe il fattore decisivo per la sostenibilità del debito”.

 

 

Fonte:www.investing.com