Non si può escludere che i rendimenti dei Treasury salgano oltre l’1%. Uno scenario che obbliga a ripensare le fonti di rendimento attingendo a bond bancari italiani e debito distressed

 

 

RENDIMENTI DEI TREASURY VERSO L’1%-1,25%

La notizia di un vaccino anti-virus efficace in arrivo è un punto di svolta per i tassi di interesse, che dovrebbero muoversi al rialzo e mantenersi all’interno di un nuovo intervallo. Per gli investitori obbligazionari, quest’ipotesi richiede che i portafogli optino per una minore duration, ma non tutti i mercati del debito saranno penalizzati dai maggiori rendimenti. Le implicazioni positive del vaccino sulla crescita – soprattutto per quei settori che sono stati più colpiti dalle misure di distanziamento sociale – insieme all’orientamento ancora espansivo della politica monetaria e alla ricerca di rendimento, indicano che alcuni segmenti dei mercati del credito dovrebbero essere in grado di assorbire un rialzo dei tassi. Alla luce degli sviluppi sul vaccino, gli esperti di J.P. Morgan AM ritengono che nei prossimi mesi i rendimenti dei Treasury decennali statunitensi possano raggiungere l’1%-1,25% ma non vedono rialzi più consistenti perché le aspettative sui tassi terminali, che sono molto più modeste rispetto ai cicli precedenti, rappresenteranno un’ancora per il mercato. Come si legge nell’articolo “J.P. Morgan: impatto contenuto del vaccino sui tassi di interesse” il principale rischio che potrebbe far salire i rendimenti è che le banche centrali raggiungano gli obiettivi d’inflazione prima del previsto, mentre il principale catalizzatore che potrebbe far scendere sensibilmente i rendimenti è che gli sviluppi medici anti pandemia si facciano attendere più del previsto allontanando la normalizzazione.

STIMARE LA CONTRAZIONE DEGLI SPREAD

Intanto Jeremy Cunningham, Investment Director di Capital Group, si chiede nell’articolo “Obbligazioni, secondo Capital Group i ‘fallen angel’ hanno smesso di cadere” se i ‘fallen angel’, vale a dire gli ‘angeli’ caduti dall’empireo dell’Investment Grade a livello High Yield, abbiano smesso di cadere. L’esperto sottolinea come la maggior parte dei declassamenti si sia concentrata tra febbraio e maggio, ben prima che si potesse valutare l’impatto del Covid sulla base dei risultati societari del secondo trimestre. Aggiunge che la domanda di credito Investment Grade è rimasta comunque robusta e positiva per il contesto tecnico, con uno dei principali motori trainanti rappresentato dall’ammontare di titoli di Stato con rendimenti negativi o bassissimi e in un contesto che è improbabile cambi nel breve-medio termine. Visto però che persistono ancora molte incertezze, Capital Group non esclude che torni una certa volatilità e osserva che ai livelli attuali le valutazioni sono meno interessanti rispetto al culmine di volatilità a inizio anno. Per questo consiglia un approccio prudente, imprescindibile in considerazione dei livelli di rischio e incertezza che permangono e dell’indebolimento dei fondamentali. Mentre il contesto tecnico rimane favorevole, per Capital Group la sfida è ora determinare l’entità di un’ulteriore contrazione degli spread sostenuta da fattori tecnici positivi.

 

 

Fonte:www.ivesting.com