PGIM Fixed Income analizza l’impatto nei prossimi mesi del mix di guerra, inflazione e restrizione monetaria: Eurozona e molti emergenti esposti, Usa più al riparo

 

L’evoluzione incerta del conflitto in Ucraina desta la massima preoccupazione per l’impatto ancora non chiaro su elementi chiave, come energia e materie prime, il commercio e i vincoli finanziari. La disruption sarà probabilmente esacerbata dal deterioramento del sentiment e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento. La Russia è un attore nell’energia e fornisce all’Europa circa il 25% del suo fabbisogno, e insieme all’Ucraina è fonte di altre materie prime fondamentali, come fertilizzanti, cereali e metalli preziosi.

EUROPA A RISCHIO RECESSIONE

Robert Tipp, Chief Investment Strategist, Head of Global Bonds di PGIM Fixed Income sottolinea che il conflitto rappresenta un chiaro shock negativo al ribasso per la crescita economica, mentre spinge verso l’alto l’inflazione, facendo aumentare notevolmente i rischi di stagflazione globale, con un rischio di recessione in Europa al 50%. La situazione energetica russa costituirà un freno significativo alla crescita per diversi anni, per cui PGIM Fixed Income ha recentemente abbassato la previsione di crescita del PIL 2022 da un tasso prebellico del 4,2% al 2,7%.

 

 

Fonte:www.financialounge.com