I prezzi del greggio sono calati a meno di 80 dollari il barile dopo che i produttori Opec+ hanno mantenuto il target concordato per l’aumento della produzione a febbraio, e dopo che gli investitori hanno considerato l’impatto di un picco di contagi da Covid-19 causati dalla variante Omicron

 

Intorno alle ore 11,35 italiane, i futures sul Brent scambiano in ribasso di 10 centesimi, o dello 0,13%, a 79,90 dollari il barile, mentre i futures sul greggio Usa cedono 13 centesimi, o lo 0,17%, a 76,86 dollari il barile.

I produttori Opec+ hanno concordato ieri di aggiungere 400.000 barili al giorno all’offerta per il mese di febbraio, in linea con la strategia adottata dal gruppo a partire da agosto.

Gli Stati Uniti hanno riportato lunedì quasi 1 milione di nuove infezioni da coronavirus, il più alto bilancio giornaliero per qualsiasi nazione del mondo, e quasi il doppio rispetto al precedente record statunitense, visto nella settimana precedente.

Anche se l’Opec+ ha alzato il target di produzione del gruppo, probabilmente avrà difficoltà a raggiungerlo, date le difficoltà viste da membri come Nigeria, Angola e Libia nell’aumentare la produzione, si legge in una nota Barclays (LON:BARC).

L’istituto stima che nel 2022 i prezzi del Brent si attesteranno in media a 80 dollari il barile.

Le scorte di benzina statunitensi sono aumentate di 7,1 milioni di barili nell’ultima settimana dello scorso anno, in base ai dati Api pubblicati ieri sera. Le scorte di distillati sono incrementate di 4,4 milioni di barili nella stessa settimana.

I dati Eia sulle scorte di greggio saranno pubblicati alle ore 16,30 italiane.

 

 

Fonte:www.benzinga.com