Il petrolio è in calo negli scambi asiatici di questo martedì, con gli investitori che bloccano i profitti della giornata precedente. Tuttavia, i calo sono minimi visti i timori che la Russia possa invadere l’Ucraina. Un’invasione potrebbe bloccare le esportazioni russe verso un mercato già in difficoltà

 

 

I future Brent scendono dello 0,60% a 95,90 dollari alle 4:31 AM CET, mentre i future WTI sono scesi dello 0,72% a 94,77 dollari. Sia i future Brent che WTI sono ai livelli più elevati dal 2014.

La paura che la Russia, uno dei maggiori produttori mondiali di gas e di petrolio, possa invadere l’Ucraina è la ragione che sta dietro al rally del petrolio diretto verso i 100 dollari al barile.

Il Presidente Ucraino Volodymyr Zelenskiy, in un commento dai toni “sarcastici” ha chiesto ai cittadini ucraini di esporre la bandiera e cantare l’inno nazionale all’unisono il 16 febbraio, la data citata da alcune fonti occidentali per un possibile attacco dalla Russia. Tuttavia, Mosca ha smentito di aver pianificato un attacco.

Intanto, proseguono i dialoghi sull’accordo sul nucleare con l’Iran interrotti nel 2015.

 

 

Fonte:www.proiezionidiborsa.com