Un quarto di secolo dopo, il consumatore a stelle e strisce sembra continuare a fare la parte di Atlante che regge sulle spalle l’economia mondiale


Come negli anni ’90, gli americani restano il ‘consumatore di ultima istanza’ del pianeta, ma in compagnia dei cinesi. L’esplosione dell’e-commerce va molto oltre il virus e resta un’opportunità per l’investitore

A metà degli anni ’90, quando Bill Clinton spingeva l’America sulla strada della globalizzazione, il suo segretario al Tesoro Robert Rubin accusava i partner commerciali, a partire da Giappone ed Europa, di considerare gli americani ‘i consumatori di ultima istanza’ del pianeta su cui far affidamento per vendere beni e servizi liberati da barriere tariffarie e doganali. Un quarto di secolo dopo, il consumatore a stelle e strisce sembra continuare a fare la parte di Atlante che regge sulle spalle l’economia mondiale, continuando a spendere in consumi e a indebitarsi per comprare casa sfruttando i mutui a trent’anni sotto il 3%.

SCOMMESSA SUL FUTURO

Le controparti europee preferiscono accumulare sotto il materasso o nei depositi bancari. Gli americani scommettono sul futuro, gli europei cercano in ogni modo di difendere quanto accumulato in passato, impauriti dai nuovi lockdown in arrivo. La nuova superpotenza cinese, che ai tempi di Rubin valeva in termini di PIL poco più di un quinto di oggi e aveva come priorità la lotta alla povertà, somiglia di più all’America, con i consumatori propensi a muoversi e spendere, attività che nella recente festività nazionale della Golden Week hanno toccato l’80% rispetto a un anno fa, quando il virus non c’era.

 

 

 

 

Fonte:www.investing.com