Il dollaro cede leggermente terreno mentre gli investitori sono meno preoccupati dalla crisi in Ucraina e restano in attesa delle minute dell’ultimo meeting della Federal Reserve

 

I listini mondiali ieri hanno visto un netto rialzo dopo che la Russia ha detto di aver fatto rientrare alla base parte delle proprie truppe dislocate al confine con l’Ucraina. Il clima di maggior propensione per il rischio è proseguito anche negli scambi asiatici nonostante il presidente Usa Joe Biden abbia sottolineato che oltre 150.000 soldati russi sono ancora in una “posizione preoccupante”.
Dal canto suo Kiev ha detto che le reti del ministero della Difesa e di due banche sono state oggetto di un attacco informatico.
In generale nei primi scambi londinesi i mercati valutari sono poco mossi. L’indice sul dollaro è in lieve calo e, attorno alle 10,15, cede circa lo 0,2% a 95,812.
“Un maggior ottimismo per una soluzione diplomatica della crisi potrebbe esercitare un’ulteriore pressione sul dollaro e sulle altre divise a basso rendimento”, scrivono gli strategist valutari di Ing in una nota.
Tuttavia le aspettative di un rialzo dei tassi a breve da parte della Fed limitano le perdite della divisa Usa.
I mercati stanno prezzando il 60% circa di possibilità di un rialzo dei tassi di 50 punti base al prossimo meeting dell’istituto centrale Usa del 16 marzo e oltre il 40% di un rialzo di 25 punti.

 

 

Fonte:www.financialounge.com