Il dollaro torna ai livelli di aprile dopo che la Federal Reserve ha sorpreso i mercati anticipando il calendario per l’aumento dei tassi di interesse al 2023

 

L’indice del dollaro, che replica il valore del biglietto verde contro un paniere di altre sei valute, è scambiato in rialzo dello 0,5% a 91,450, dopo essere salito di quasi l’1% durante la notte, l’aumento più ampio dal marzo 2020.

Tra le coppie, l’EUR/USD si attesta sui 1,1953 perdendo oltre l’1% nei momenti successivi alla decisione del Marriner S.Eccles Building (nel pomeriggio di ieri il cross rate scambiava sui 1,211), mentre il Cable GBP/USD vale 1,398 dai 1,41 pre-Fed. Il Gopher, USD/JPY, torna ai livelli di inizio aprile in area 110,8 contro i 109,9 di ieri pomeriggio,

Nell’ultimo meeting, il Fomc ha confermato, con voto unanime, gli attuali tassi d’interesse sui Federal funds (0-0,25%) e il quantitative easing da 120 miliardi mensili, ma la sorpresa sul mercato è arrivata quando con le nuove proiezioni hanno mostrato due possibili aumenti dei tassi nel 2023.

13 dei 18 membri del Fomc sono a favore di “almeno” un rialzo dei tassi entro la fine 2023, rispetto ai 7 delle proiezioni di marzo. Undici policy-maker vedono invece 2 rialzi dei fondi nello stesso anno, mentre 7 membri prevedono un aumento nel 2022 contro i 4 dello scorso marzo.

L’atteggiamento meno accomodante della banca centrale ha scosso anche il mercato obbligazionario, con il rendimento dei Treasury a 10 anni salito fino all’1,594% da un minimo di 1,4820% di mercoledì.

 

 

Fonte:www.investing.com