Daniel Rupli, Head of Single Security Research di Credit Suisse, commenta il rapporto sul cambiamento climatico, indicando le azioni ben posizionate per sfruttare in ottica investimento la riduzione delle emissioni

 

Il nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) non solo conferma le conclusioni dei precedenti sul riscaldamento globale, ma traccia anche un quadro ancora più allarmante, suggerendo che se il mondo non reagirà, il riscaldamento globale di 1,5°C o più verrà raggiunto nei prossimi 20 anni, prima di quanto originariamente previsto. Il rapporto IPCC ha lanciato un messaggio chiaro ai responsabili politici in vista della 26ma Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) a Glasgow in novembre, che dovrebbero gettare maggiore luce sui livelli regionali del cambiamento climatico e offrire una base decisionale per affrontare meglio le sfide.

UN DRIVER PER AZIENDE BEN POSIZIONATE

Pare che l’Accordo di Parigi del 2015 non sarà sufficiente e molti paesi sono ancora in sostanziale ritardo. Il rapporto IPCC ha modellato cinque scenari di emissioni e in tutti il riscaldamento globale continua ad aumentare e raggiungerà già 1,5–2,0°C entro il 2040. Lo studio comprende quasi 4mila pagine di materiale scientifico ma non fornisce raccomandazioni esplicite. Le soluzioni devono arrivare da politici e leader globali. La lotta al cambiamento climatico rappresenta comunque un driver significativo a lungo termine per le aziende che sono ben posizionate per offrire soluzioni finalizzate alla riduzione delle emissioni di CO2.

 

 

Fonte:www.investing.com