Quasi 90 paesi si sono uniti a un patto, guidato da Stati Uniti e Unione europea, per ridurre le emissioni di metano, potente gas serra, del 30% entro il 2030 dai livelli del 2020, un accordo pensato per affrontare una delle principali cause del cambiamento climatico

 

 

Il metano è uno dei principali gas serra, dopo l’anidride carbonica. Ha un maggiore potenziale di trattenere il calore, rispetto alla Co2, ma si scinde nell’atmosfera più rapidamente – implicando che il taglio delle emissioni di metano può avere un rapido impatto nella lotta contro il riscaldamento globale.

Il patto globale sul metano, annunciato inizialmente a settembre, ora include metà dei 30 maggiori emettitori, corrispondenti a due terzi dell’economia globale, secondo il funzionario dell’amministrazione Biden.

Tra i nuovi partecipanti che saranno annunciati oggi figura il Brasile – uno dei primi cinque emettitori di metano al mondo, mentre non aderiranno Cina, Russia e India. I tre stati sono stati inclusi in una lista di nazioni che si auspicava aderissero al patto, in base a quanto riportato in precedenza da Reuters.

Il taglio del 30% sulle emissioni di metano sarà raggiunto congiuntamente dai paesi partecipanti, e coprirà ogni settore. Tra le principali fonti di emissione di metano figurano infrastrutture di gas e petrolio affette da perdite, vecchie miniere di carbone, siti agricoli e discariche.

Se rispettato, il patto probabilmente avrà il maggiore impatto sul settore energetico, dato che secondo gli analisti riparare le infrastrutture di gas e petrolio che presentano delle perdite è il modo più rapido e meno costoso per ridurre le emissioni di metano.

 

 

Fonte:www.benzinga.com