Banco Bpm ha chiuso il terzo trimestre con una crescita dell’utile dell’80% pari a 472 milioni di euro, con il cda che ha approvato il nuovo piano industriale 2020/2024 in chiave “stand-alone”

 

 

Il margine d’interesse della banca dell’Ad Giuseppe Castagna è salito del 4,2% a 1,53 miliardi dai 1,47 miliardi del settembre 2020, mentre le commissioni nette sono aumentate del 15,5% a 1,42 miliardi, con risultato della gestione operativa attestatosi a 1.533 miliardi (+20,8% YoY).
Prosegue, inoltre, l’attività di derisking e la sensibile riduzione delle sofferenze. L’incidenza sul totale dei crediti lordi si è ridotta dal 3,1% del 31 dicembre 2020 all’1,9% del 30 settembre 2021, portando il totale dei crediti non performing lordi da € 8,6 miliardi a € 6,6 miliardi con un NPE ratio lordo in riduzione dal 7,5% al 5,9%.
In termini patrominiali, il CET1 Ratio phased-in e CET1 Ratio fully phased si attestano rispettivamente al 14,5% e al 13,3%, mentre il MDA buffer su TCR phased-in e fully phased sono pari rispettivamente a 594 pb. e a 453 pb.
Il tanto atteso piano industriale del Banco prevede ricavi a 4,6 miliardi nel 2024, con un Cagr di periodo del 2,4% e un margine d’interesse di 4,6 miliardi a fine piano. I costi dovrebbero scendere a 2,4 miliardi mentre il risultato della gestione operativa è stimato ad oltre 2,1 miliardi a fine 2024.
L’utile netto è visto a 1,05 miliardi (+33% nell’arco del piano), grazie ad un calo del costo del rischio a 48 punti base, con la redditività (RotE) stimata oltre il 9% e un dividend payout del 40%. Inoltre, il rapporto tra crediti deteriorati e netti dovrebbe scendere al 2,5% del 2024, con Cet 1 Fully Loaded al 14,4% a fine piano.

 

 

Fonte:www.reuters.com