Avvio in rosso per i listini del Vecchio Continente, con gli investitori che attendono il dato dell’inflazione Usa e temono una stretta monetaria più veloce del previsto. In calo il prezzo del petrolio

 

Le Borse europee iniziano al settimana in calo, con gli investitori che attendono i numeri dell’inflazione Usa. A Milano il Ftse Mib apre a -1,46%, il Dax di Francoforte a -1,73%, il Cac 40 di Parigi a -1,97%, l’Ibex 35 di Madrid a -1,48% e il Ftse 100 di Londra a -1,28%. La Borsa di Tokyo chiude in rialzo, con l’indice Nikkei a +1,11%, trainato dal dato sulle elezioni in Senato che conferma stabilità ai mercati.

Gli investitori attendono il dato sui prezzi al consumo di giugno, con il rischio di un aumento dei timori per una strategia più aggressiva del previsto da parte della Fed. Sul fronte corporate, l’attenzione è sui numeri delle trimestrali bancarie, con Jp Morgan (NYSE:JPM) che comunicherà i numeri giovedì 14 luglio.

Altro fattore di rischio sui mercati resta la crisi energetica. Nord Stream 1, il gasdotto che collega la città russa di Vyborg alla tedesca Greifswald garantendo 15% delle forniture del Vecchio continente, verrà chiuso per dieci giorni. Secondo Mosca le turbine hanno bisogno di una riparazione complicata dal fatto che mancano i componenti, a causa delle sanzioni imposte alla Russia dall’Ue, dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il prezzo del greggio è in discesa, dopo i ribassi della scorsa settimana: i future del Wti agosto perdono l’1,38% a 103,34 dollari al barile, quelli del Brent settembre cedono l’1% a 105,34 dollari al barile. Sul versante valutario, l’euro recupera terreno e torna sopra la parità a 1,01 dollari, restando comunque sui minimi da dicembre 2022. Lo spread torna sotto i 200 punti base.

 

 

Fonte:www.benzinga.com