La Banca centrale indicherà le sue proiezioni sullo stato dell’economia, in particolare su crescita e inflazione, che dovrebbero mostrare solamente lievi modifiche rispetto alle stime fornite dalla banca centrale a giugno

Arrivato il giorno del meeting della Banca centrale europea, evento ‘clou’ della settimana per i mercati mondiali, seguìto dalla consueta conferenza stampa del Presidente, Christine Lagarde, come sempre attesissima da parte degli investitori non solo europei.

Oggi, però, “non dovrebbero esserci novità in tema di politica monetaria, con il consiglio direttivo che dovrebbe rimanere in attesa dopo il significativo allentamento di giugno, le persistenti incertezze circa le prospettive economiche e la comunicazione mista”, ipotizzano da Goldman Sachs.

Giudizio condiviso da Kathy Lien di BK Asset Management, secondo la quale “un taglio dei tassi nella giornata di oggi è sicuramente da escludersi”, e “l’unico scenario in cui la banca centrale potrebbe abbassare i tassi di interesse nei prossimi tre-sei mesi sarebbe nel caso di una vera e propria seconda ondata di coronavirus, con un ritorno a rigidi lockdown ed un tonfo dei mercati tra il 20% ed il 30%. Questi scenari sono possibili ed alcuni osservatori dei mercati ne indicherebbero una probabilità di oltre il 50% ma, fino a quando non si realizzeranno, la BCE risparmierà le munizioni”, aggiunge Lien.

Secondo gli esperti di Goldman Sachs, oggi “l’attenzione si concentrerà però su tre questioni principali: le nuove prospettive di crescita della zona euro, il rafforzamento dell’euro e i funzionari della Bce potrebbero sottolineare i rischi al ribasso associati alla recrudescenza dei contagi da Covid”.
Pertanto, Lagarde potrebbe avere tutte le ragioni per essere cauta. “L’Europa si trova in mezzo ad una seconda ondata; le trattative sulla Brexit stanno saltando e rappresentano una minaccia per tutta la regione; l’euro è forte, la crescita si sta moderando e l’inflazione è debole. Il secondo trimestre è stato difficile per la zona euro e, sebbene il terzo trimestre sembri migliore da quasi ogni punto di vista (tranne l’inflazione), il rischio di una correzione sui mercati e che i casi di virus rallentino l’attività economica rende difficile credere che i miglioramenti degli indici PMI di agosto saranno duraturi”, sottolinea Lien.

Proiezioni sull’economia

In questo contesto, la Banca centrale indicherà le sue proiezioni sullo stato dell’economia, in particolare su crescita e inflazione, che dovrebbero mostrare solamente lievi modifiche rispetto alle stime fornite dalla banca centrale a giugno, secondo quanto scrive Bloomberg.

Isabel Schnabel, membro del board Bce, ha dichiarato di recente che gli sviluppi economici avvenuti da giugno sono stati generalmente in linea con le aspettative della banca e quindi lo “scenario di base” dell’istituto resta valido.

Goldman Sachs si attende cambiamenti limitati nelle previsioni di crescita, con dati relativi al secondo trimestre migliori delle attese e lo stimolo fiscale che vanno ampiamente a compensare le preoccupazioni per una seconda ondata di virus e l’euro più forte.
Inflazione

La riunione della BCE doveva essere un “non-evento con le principali scelte rimandate nella riunione di dicembre. Le uniche questioni interessanti sarebbero state le previsioni degli esperti dell’Istituto centrale su andamento PIL e inflazione nel Vecchio Continente”, spiega Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia.

A fine agosto, però, Jerome Powell ha annunciato ‘una nuova era’ per la Federal Reserve, arrivata dopo la decisione di cambiare il target del 2% con un nuovo sistema definito ‘average inflation targeting’, con la conseguenza che l’obiettivo di inflazione non costituiva più un tabù ma un tasso medio.

“La FED è pronta, quindi, a tollerare una inflazione ben più alta del 2% nel caso in cui per lunghi periodi la crescita dei prezzi dovesse essere inferiore al 2%. Tale meccanismo ha l’obiettivo di aumentare le aspettative dell’indice dei prezzi al consumo di lungo periodo e incrementare consumi e investimenti e di conseguenza l’inflazione corrente”, sottolinea Diodovich.

Questa decisione “ha messo pressioni sul Consiglio Direttivo della BCE e Lagarde potrebbe intervenire prima del previsto”, prevede l’esperto.

Gli analisti di Pimco, inoltre, sottolineano che “nel recente verbale della riunione di luglio il fulcro del dibattito si è spostato dalla stabilizzazione del mercato alla stabilità dei prezzi a medio termine, in linea con le condizioni più tranquille dei mercati finanziari. Le previsioni sull’inflazione HICP della BCE di giugno sono inferiori all’1% nel 2020, 2021 e 2022”.

“In altre parole, la BCE ritiene che la traiettoria dell’inflazione sottostante sia storicamente debole. Le nuove proiezioni macroeconomiche trimestrali saranno pubblicate giovedì, ed è improbabile che dipingano un quadro radicalmente diverso rispetto ai numeri di giugno”, aggiungono.

“Ciò implica che gli acquisti di titoli attraverso il programma PEPP rimarranno in vigore per un considerevole periodo di tempo e suggerisce un’altra estensione nel corso di quest’anno, finché le prospettive di inflazione non convergeranno maggiormente verso la traiettoria pre-pandemica”, concludono da Picmo.

“Un’inflazione bassa è un problema più grave per l’Europa che per gli USA. L’indice IPC annuo tedesco è invariato, la stima sull’indice IPC della zona euro è negativa e l’inflazione core ha segnato il minimo storico dello 0,4% su base annua ad agosto. Questo calo potrebbe spingere la banca centrale ad abbassare le previsioni sull’inflazione e suggerisce che il suo programma PEPP da 1,35 mila miliardi di euro è un obiettivo, non un tetto. L’euro ha visto una ripresa questo mercoledì sulla notizia che la banca centrale potrebbe mostrare più fiducia nelle sue prospettive economiche, il che costituirebbe un riferimento al PIL e non all’inflazione”, aggiunge Kathy Lien.

A questo punto, l’attenzione dei mercati potrebbe concentrarsi sul tono di Lagard. “Crediamo che lo scenario più probabile sarà quello di una BCE molto aggressiva nei toni (comunicato e conferenza stampa di Lagarde) ma che non prenderà decisioni. E’ molto probabile che Lagarde possa affermare che l’istituto di Francoforte possa intervenire in caso di ulteriori scostamenti di inflazione e PIL rispetto alle prospettive che verranno fornite. Eventuali scelte in favore di una politica monetaria più accomodante saranno prese nella riunione di dicembre”.
Previsioni sull’euro

La “BCE si trova davanti a scelte complesse perché attendere potrebbe avere un costo elevato”, in quanto “un Istituto poco aggressivo potrebbe spingere il tasso di cambio tra euro e dollaro ben sopra il limite di 1,20”, sottolinea Diodovich.

Attualmente la copia EUR/USD scambia appena sopra 1,18. “Le dichiarazioni del capo economista e membro del Consiglio Direttivo Philip Lane sul cambio eurodollaro espresse qualche giorno fa sono state significative per permettere all’euro di perdere un po’ di forza. Le stesse parole di Lane sono andate a fornire ulteriori precisazioni rispetto a quelle espresse da un altro membro del Consiglio Direttivo Isabel Schnabel in un’intervista a Reuters”, aggiunge Diodovich.

“Se la BCE dovesse invece essere poco aggressiva e prolungare un posizionamento di ‘wait and see’ potremmo assistere a un forte apprezzamento del cambio eurodollaro che nel breve potrebbe risalire a 1,19 ma entro fine settimana superare anche la quota di 1,20 sulle aspettative degli investitori di una FED ultra-accomodante e una BCE immobile”, prevede Diodovich.

 

Fonte: www.investing.com